Poesie
Mario Luzi - Ricordi PDF Stampa E-mail


I commenti alla morte di Mario Luzi



Carlo Azeglio Ciampi
Fu uno straordinario navigatore del Novecento. Apprendo con profonda tristezza la notizia della scomparsa di Mario Luzi, uno dei più grandi poeti italiani moderni, uno straordinario navigatore del Novecento, nominato Senatore a vita per aver illustrato la Patria con i suoi altissimi meriti. Dalla sua prima raccolta lirica, Luzi ha percorso un itinerario poetico fra i più preziosi e coerenti della poesia contemporanea italiana. Legato alla purezza linguistica delle sue radici fiorentine è stato un poeta di respiro internazionale. Uno dei più grandi maestri della letteratura italiana, Carlo Bo ha definito la sua poetica una 'immagine esemplare' Mario Luzi ha saputo, nella pienezza della sua maturità  espressiva, con chiarezza, umiltà  e semplicità  dare voce alla coscienza e ai conflitti degli uomini contemporanei, con l'impegno civile dei grandi testimoni, dei grandi saggi. Mancheranno alla poesia italiana e mondiale la sua lucidità  e la distillata bellezza espressiva dei suoi versi. Con commosso dolore rendo onore a Mario Luzi, esempio di eccellenza e di genio italiano.

Leggi tutto...
 
Mario Luzi - ricordi PDF Stampa E-mail
AMARCORD

MARIO LUZI, “IO SONO

UN OPERAIO DELLA PAROLA”


Vediamo e viviamo esperienze tragiche, ma nella nostra

contemporaneità manca il tragico, perché manca il sacro, manca

il processo di purificazione


 

Ottavio Rossani*



Mario Luzi non è stato solo un poeta, è stato un “vate”, uno dei grandi padri della patria, inteso nel senso di un uomo che può e deve essere preso a modello di civiltà. Luzi non ha fatto la Resistenza, non è stato un uomo di battaglia o di guerra, ha vissuto nella normalità di una vita borghese. All’inizio nel riparo della scuola, prima liceo, poi università. Col passare degli anni, e mentre si avvicendavano i suoi libri di poesia, che ogni volta aggiungevano modificazioni strutturali e sostanziali alla sua storia di creatore di versi, la sua mitezza, la sua timidezza, la sua introversione, si sono sciolte progressivamente fino a diventare determinazione, capacità di frustare persone e cose con una semplice frase lapidaria.

 

Leggi tutto...
 
Tratto da “La Barca” PDF Stampa E-mail

Natura

La terra e a lei concorde il mare
e sopra ovunque un mare più giocondo
per la veloce fiamma dei passeri
e la via
della riposante luna e del sonno
dei dolci corpi socchiusi alla vita
e alla morte su un campo;
e per quelle voci che scendono
sfuggendo a misteriose porte e balzano
sopra noi come uccelli folli di tornare
sopra le isole originali cantando:
qui si prepara
un giaciglio di porpora e un canto che culla
per chi non ha potuto dormire
sì dura era la pietra,
sì acuminato l’amore.


Alla vita

Amici ci aspetta una barca e dondola
nella luce ove il cielo s’inarca
e tocca il mare, volano creature pazze ad amare
il viso d’Iddio caldo di speranza
in alto in basso cercando
affetto in ogni occulta distanza
e piangono: noi siamo in terra
ma ci potremo un giorno librare
esilmente piegare sul seno divino
come rose dai muri nelle strade odorose
sul bimbo che le chiede senza voce.
Amici dalla barca si vede il mondo
e in lui una verità che precede
intrepida, un sospiro profondo
dalle foci alle sorgenti;
la Madonna dagli occhi trasparenti
scende adagio incontro ai morenti,
raccoglie il cumulo della vita, i dolori
le voglie segrete da anni sulla faccia inumidita.
Le ragazze alla finestra annerita
con lo sguardo verso i monti
non sanno finire d’aspettare l’avvenire.
Nelle stanze la voce materna
senza origine, senza profondità s’alterna
col silenzio della terra, è bella
e tutto par nato da quella.


L’immensità dell’attimo

Quando tra estreme ombre profonda
in aperti paesi l’estate
rapisce il canto agli armenti
e la memoria dei pastori e ovunque tace
la segreta alacrità delle specie,
i nascituri avallano
nella dolce volontà delle madri
e preme i rami dei colli e le pianure
aride il progressivo esser dei frutti.
Sulla terra accadono senza luogo
senza perché le indelebili
verità, in quel soffio ove affondan
leggere il peso le fronde
le navi inclinano il fianco
e l’ansia de’ naviganti a strane coste,
il suono d’ogni voce
perde sé nel suo grembo, al mare al vento.

 
Tratto da “Onore del Vero” PDF Stampa E-mail
Nell’imminenza dei quarant’anni

Il pensiero m’insegue in questo borgo
cupo ove corre un vento d’altipiano
e il tuffo del rondone taglia il filo
sottile in lontananza dei monti.
Sono tra poco quarant’anni d’ansia,
d’uggia, d’ilarità improvvise, rapide
com’è rapida a marzo la ventata
che sparge luce e pioggia, son gli indugi,
lo strappo a mani tese dai miei cari,
dai miei luoghi, abitudini di anni
rotte a un tratto che devo ora comprendere.
L’albero di dolore scuote i rami…
Si sollevano gli anni alle mie spalle
a sciami. Non fu vano, è questa l’opera
che si compie ciascuno e tutti insieme
i vivi i morti, penetrare il mondo
opaco lungo vie chiare e cunicoli
fitti d’incontri effimeri e di perdite
o d’amore in amore o in uno solo
di padre in figlio fino a che sia limpido.
E detto questo posso incamminarmi
spedito tra l’eterna compresenza
del tutto nella vita nella morte,
sparire nella polvere o nel fuoco
se il fuoco oltre la fiamma dura ancora.

Uccelli

il vento è un’aspra voce che ammonisce
per noi stuolo che a volte trova pace
e asilo sopra questi rami secchi.
E la schiera ripiglia il triste volo,
migra nel cuore dei monti, viola
scavato nel viola inesauribile,
miniera senza fondo dello spazio.
Il volo è lento, penetra a fatica
nell’azzurro che s’apre oltre l’azzurro,
nel tempo ch’è di là dal tempo; alcuni
mandano grida acute che precipitano
e nessuna parete ripercuote.
Che ci somiglia è il moto delle cime
nell’ora - quasi non si può pensare
né dire - quando su steli invisibili
tutt’intorno una primavera strana
fiorisce in nuvole rade che il vento
pasce in un cielo o umido o bruciato
e la sorte della giornata è varia,
la grandine, la pioggia, la schiarita.

A mia madre dalla sua casa

M’accoglie la tua vecchia, grigia casa
steso supino sopra un letto angusto,
forse il tuo letto per tanti anni. Ascolto,
conto le ore lentissime a passare,
più lente per le nuvole che solcano
queste notti d’agosto in terre avare.
Uno che torna a notte alta dai campi
scambia un cenno a fatica con i simili,
infila l’erta, il vicolo, scompare
dietro la porta del tugurio. L’afa
dello scirocco agita i riposi,
fa smaniare gli infermi ed i reclusi.
Non dormo, seguo il passo del nottambulo
sia demente sia giovane tarato
mentre risuona sopra pietre e ciottoli;
lascio e prendo il mio carico servile
e scendo, scendo più che già non sia
profondo in questo tempo, in questo popolo.

Questa felicità

Questa felicità promessa o data
m’è dolore, dolore senza causa
o la causa se esiste è questo brivido
che sommuove il molteplice nell’unico
come il liquido scosso nella sfera
di vetro che interpreta il fachiro.
Eppure dico: salva anche per oggi.
Torno torno le fanno guerra cose
e immagini su cui cala o si leva
o la notte o la neve
uniforme del ricordo.

Versi d’ottobre

E’ qui dove vivendo si produce ombra, mistero
per noi, per altri che ha da coglierne e a sua volta
ne getta il seme alle sue spalle, è qui
non altrove che deve farsi luce.
E’ passata, ne resta appena traccia,
l’età immodesta e leggera
quando si aspetta che altri,
chiunque sia, diradi queste ombre.
Quel che verrà, verrà da questa pena.
siedo presso il mio fuoco triste, attendo
finché nasca la vampa piena o il guizzo
sul sarmento bagnato dalla fiamma.
Tu che aspetti da fuori della casa,
della luce domestica, del giorno?
oggi, oggi che il vento
balza, corre nell’allegria dei monti
e a quell’annuncio di vino e di freddi
la furbizia dei vecchi scintilla tra le grinze?
Quel che verrà, verrà da questa pena.
Altra sorte non spero mai, neppure
sotto il cielo di questo mese arcano
che il colore dell’uva si diffonde
e l’autunno ci spinge a viva forza
fino ai Cessati Spiriti o al Domine quo vadis?

Sulla riva

I pontili deserti scavalcano le ondate,
anche il lupo di mare si fa cupo.
Che fai? Aggiungo olio alla lucerna,
tengo desta la stanza in cui mi trovo
all’oscuro di te e dei tuoi cari.
La brigata dispersa si raccoglie,
si conta dopo queste mareggiate.
Tu dove sei? ti spero in qualche porto…
L’uomo del faro esce con la barca,
scruta, perlustra, va verso l’aperto.
Il tempo e il mare hanno di queste pause.
 
Tratto da “Nel Magma” PDF Stampa E-mail
Presso il Bisenzio

La nebbia ghiacciata affumica la gora della concia
e il viottolo che segue la proda. Ne escono quattro
non so se visti o non mai visti prima,
pigri nell’andatura, pigri anche nel fermarsi fronte a fronte.
Uno, il più lavorato da smanie e il più indolente,
mi si fa incontro, mi dice: “Tu? Non sei dei nostri.
Non ti sei bruciato come noi al fuoco della lotta
quando divampava e ardevano nel rogo bene e male”.
Lo fisso senza dar risposta nei suoi occhi vizzi, deboli,
e colgo mentre guizza lungo il labbro di sotto un’inquietudine.
“Ci fu solo un tempo per redimersi” qui il tremito
si torce in tic convulso “o perdersi, e fu quello.”
Gli altri costretti a una sosta impreveduta
dànno segni di fastidio, ma non fiatano,
muovono i piedi in cadenza contro il freddo
e masticano gomma guardando me o nessuno.
“Dunque sei muto?” imprecano le labbra tormentate
mentre lui si fa sotto e retrocede
frenetico, più volte, finché‚ è
fermo, addossato a un palo, che mi guarda
tra ironico e furente. E aspetta. Il luogo,
quel poco ch’è visibile, è deserto;
la nebbia stringe dappresso le persone
e non lascia apparire che la terra fradicia dell’argine
e il cigaro, la pianta grassa dei fossati che stilla muco.
E io: “E’ difficile spiegarti. Ma sappi che il cammino
per me era più lungo che per voi
e passava da altre parti”. “Quali parti?”
Come io non vado avanti,
mi fissa a lungo ed aspetta. “Quali parti?”
I compagni, uno si dondola, uno molleggia il corpo sui garetti
e tutti masticano gomma e mi guardano, me oppure il vuoto.
“E’ difficile, difficile spiegarti.”
C’è silenzio a lungo,
mentre tutto è fermo,
mentre l’acqua della gora fruscia.
Poi mi lasciano lì e io li seguo a distanza.
Ma uno d’essi, il più giovane, mi pare, e il più malcerto,
si fa da un lato, s’attarda sul ciglio erboso ad aspettarmi
mentre seguo lento loro inghiottiti dalla nebbia. A un passo
ormai, ma senza ch’io mi fermi, ci guardiamo,
poi abbassando gli occhi lui ha un sorriso da infermo.
“O Mario” dice e mi si mette al fianco
per quella strada che non è una strada
ma una traccia tortuosa che si perde nel fango
“guardati, guardati d’attorno. Mentre pensi
e accordi le sfere d’orologio della mente
sul moto dei pianeti per un presente eterno
che non è il nostro, che non è qui né ora,
volgiti e guarda il mondo come è divenuto,
poni mente a che cosa questo tempo ti richiede,
non la profondità, né l’ardimento,
ma la ripetizione di parole,
la mimesi senza perché né come
dei gesti in cui si sfrena la nostra moltitudine
morsa dalla tarantola della vita, e basta.
Tu dici di puntare alto, di là dalle apparenze,
e non senti che è troppo. Troppo, intendo,
per noi che siamo dopo tutto i tuoi compagni,
giovani ma logorati dalla lotta e più che dalla lotta, dalla sua mancanza umiliante.”
Ascolto insieme i passi nella nebbia dei compagni che si eclissano
e questa voce venire a strappi rotta da un ansito.
Rispondo: “Lavoro anche per voi, per amor vostro”.
Lui tace per un po’ quasi a ricever questa pietra in cambio
del sacco doloroso vuotato ai miei piedi e spanto.
E come io non dico altro, lui di nuovo: “O Mario,
com’è triste essere ostili, dirti che rifiutiamo la salvezza,
né mangiamo del cibo che ci porgi, dirti che ci offende”.
Lascio placarsi a poco a poco il suo respiro mozzato dall’affanno
mentre i passi dei compagni si spengono
e solo l’acqua della gora fruscia di quando in quando.
“E’ triste, ma è il nostro destino: convivere in uno stesso tempo e luogo
e farci guerra per amore. Intendo la tua angoscia,
ma sono io che pago tutto il debito. E ho accettato questa sorte.”
E lui, ora smarrito ed indignato: “Tu? tu solamente?”.
Ma poi desiste dallo sfogo, mi stringe la mano con le sue convulse
e agita il capo: “O Mario, ma è terribile, è terribile tu non sia dei nostri”.
E piange, e anche io piangerei
se non fosse che devo mostrarmi uomo a lui che pochi ne ha veduti.
Poi corre via succhiato dalla nebbia del viottolo.
Rimango a misurare il poco detto,
il molto udito, mentre l’acqua della gora fruscia,
mentre ronzano fili alti nella nebbia sopra pali e antenne.
“Non potrai giudicare di questi anni vissuti a cuore duro,
mi dico, potranno altri in un tempo diverso.
Prega che la loro anima sia spoglia
e la loro pietà sia più perfetta.”
 
Tratto da “Su fondamenti invisibili” PDF Stampa E-mail

Vita fedele alla vita

La città di domenica
sul tardi
quando c’è pace
ma una radio geme
tra le sue moli cieche
dalle sue viscere interite
e a chi va nel crepaccio di una via
tagliata netta tra le banche arriva
dolce fino allo spasimo l’umano
appiattato nelle sue chiaviche e nei suoi ammezzati,
tregua, sì, eppure
uno, la fronte sull’asfalto, muore
tra poca gente stranita
che indugia e si fa attorno all’infortunio,
e noi si è qui o per destino o casualmente insieme
tu ed io, mia compagna di poche ore,
in questa sfera impazzita
sotto la spada a doppio filo
del giudizio o della remissione,
vita fedele alla vita
tutto questo che le è cresciuto in seno
dove va, mi chiedo,
discende o sale a sbalzi verso il suo principio…
sebbene non importi, sebbene sia la nostra vita e basta.

 
Tratto da “Al fuoco della controversia” PDF Stampa E-mail
A che pagina della storia, a che limite della sofferenza-
mi chiedo bruscamente, mi chiedo
di quel suo “ancora un poco
e di nuovo mi vedrete” detto mite, detto terribilmente

e lui forse è là, fermo nel nocciolo dei tempi,
là nel suo esercito di poveri
acquartierato nel protervo campo
in variabili uniformi: uno e incalcolabile
come il numero delle cellule. Delle cellule e delle rondini.

***

Il fiume fermo nella sua pelle luminosa
aggricciata dal controvento, un’ultima
ritrosia del fiume poco prima dei ponti-
chi sa come mi lascia il tuo silenzio
all’interno balenio di quel ricordo
d’una sosta d’altri tempi, e in esso
sfolgora la città disfatta in acqua,
ne brucia di felicità la mente quasi possano
un attimo, uno solo
accaduto e inaccaduto rifondersi,
finchè insendibilmente non c’è altro,
quel fuoco, quell’acqua, quegli elementi.
 


milfsoup ballhoneys Fuck Team Five fuckteamfive Abby Skyy bangbros bigtitsroundasses milfsoup ass parade couple pussies Tugjobs bangbus Allie Perdue Monstersofcock blowjobninjas Alicia Tease Esperanza Gomez Backroom milf crazy ass fucking bang bus ass parade Alexis Silver juicy round ass Tug Job milf lessons bigmouthfuls bigtitcreampie bangbus bang bus Bait Bus fucking pussies Allie Foster milf soup big mouthfuls Ahryan Astyn eva angelina fuck team five gothic chick Backroommilf milf soup latina lips Sativa Rose facialfest milflessons Dirty World Tour workinglatinas Shy Love bigtitsroundasses Big Tits, Round Asses Busty Milf ball honeys Backroommilf pimpin Monstersofcock fuck videos Amateur Porn Movies big mouthfuls BIG booty milfsoup big mouthfuls milflessons sweet pussy Marquetta Jewel Jessi Summers Alanna Ackerman cock hungry Alayah Sashu squirting fucking teen bang bros bangbus Fuck Team Five Alexa Benson Celeb Nudity sinfulcomics Catholic school girls Tugjobs Alicia Silverjones Britney Blew ball honeys Eva Angelina Spanish Diosa fucking girls fuckteamfive big bubble butt celeb king Bait Bus milfsoup Fuck Team Five pushing up daisies Puma Sweede 3DS Max 8 OEM3Q 3GP Video Converterdownload acdsee 2009 oemred eye remover procheapest AutoCADDownload AutoCAD 2009cheap AutoCAD 2009Vision Backup Enterprisecheap Macromedia ColdFusionfree nero 5 downloadcheap adobe photoshop cscoldfusion mx 7 downloadkamagra sildenafil citratekamagra generic viagraorder caverta onlinecaverta 100buy cavertatadaliscasodex 50 mg tabletbisexual pornbisexual sexbisexual videos Big Tits Cream Pie BIG booty milfsoup Alix Lakehurst Allie Perdue big mouthfuls facialfest Newbie Black Working Latinas Abby Skyy bigtitsroundasses milflessons bang bus momsanaladventure Bait Bus facialfest pussy movies Assparade Monstersofcock magicalfeet ball honeys big mouthfuls bangbus ass parade big mouthfuls newbieblack facialfest fuck team five blowjobninjas fucking girls Tugjobs Magical Feet bangbros milf soup Fuck Team Five Alexis Silver ass parade Allie Foster fucking pussies Monstersofcock ball honeys big mouthfuls bangbros bangbus fuck videos Ahryan Astyn Alanna Ackerman Alayah Sashu bang bros Fuck Team Five Alexa Benson fucking teen couple pussies Alicia Tease ass parade bang bros fuckteamfive Bait Bus Fuck Team Five FuckTeamFive bigmouthfuls Alicia Silverjones